Assicurazioni caso morte | Assicurazione.it

Assicurarsi contro gli infortuni permette non solo di godere di una rendita nel caso in cui l’infortunio impedisca di proseguire nella propria attività lavorativa, ma anche garantire che la propria famiglia possa avere comunque una fonte di sostentamento, anche in un caso futuro in cui l’eventuale morte dell’assicurato pregiudicherebbe le entrate economiche del nucleo familiare. E’ quindi una polizza particolarmente consigliabile, sia per chi svolge lavori ad alto tasso di rischio, sia per quelle famiglie che dipendono da un’unica fonte di reddito (mono-reddito).

Le polizze per gli infortuni risarciscono non solo l’inabilità temporanea e l’invalidità permanente, ma anche l’eventuale decesso dell’assicurato, conseguente al sinistro. Per essere considerato diretta conseguenza di un infortunio, il decesso non deve essere immediato ma comunque rapportabile ad esso, anche da un punto di vista temporale. Il termine stabilito dalla legge perché possa essere determinato un legame tra morte dell’assicurato e il sinistro che l’ha causata è di 2 anni. Se la morte avviene oltre i due anni, non può esserci risarcimento, in quanto la morte non è considerata diretta conseguenza dell’infortunio. Inoltre, se prima della morte era stata risarcita anche all’assicurato un’invalidità permanente, la quota di rimborso per quest’ultima va scalata dal risarcimento morte.

Facciamo un esempio: conseguenza di un infortunio ad un soggetto può essere risarcita un’invalidità permanente per 300 mila euro. Se il soggetto, in seguito allo stesso infortunio, muore entro 2 anni dal sinistro e il risarcimento è stimato di, poniamo, 1 milione di euro, il calcolo della liquidazione al beneficiario per la morte dell’assicurato andrà fatto in questo modo: 1 milione di euro meno 300 mila euro di indennizzo per l’invalidità permanente già liquidato, dà come risultato un risarcimento finale di 700 mila euro. Nelle polizze infortuni, se queste prevedono il caso morte, è sempre bene specificare il beneficiario, al quale andrà il risarcimento. Se nella polizza non è stato specificato il beneficiario dell’eventuale risarcimento per il caso morte, questo verrà liquidato in percentuali uguali a tutti gli eredi legittimi dell’assicurato. Come anche nel caso di inabilità temporanea e di invalidità permanente, anche per quanto riguarda il caso morte, la richiesta di risarcimento va fatta entro 1 anno dall’evento, pena la caduta in prescrizione del danno. I documenti che il beneficiario deve presentare in caso di morte dell’assicurato sono, oltre ai documenti di identità, il certificato di morte e tutte le cartelle cliniche che siano in grado di dimostrare che la morte dell’assicurato può essere collegata all’infortunio in questione.

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