Decreto Ingiuntivo della Banca: cosa fare subito per difendersi

Con il decreto Ingiuntivo emesso dall’autorità giudiziaria (Tribunale o Giudice di Pace) si intima al debitore di effettuare il pagamento di quanto richiesto dalla Banca.

Hai ricevuto la notifica di un busta verde, la apri e scopri che la banca ha notificato un Decreto Ingiuntivo. La prima cosa da fare è mantenere la calma, in quanto il decreto deriva sicuramente da un contratto stipulato con l’istituto di credito. Ma andiamo con ordine.

Il Decreto Ingiuntivo, disciplinato dagli artt. 633 e ss. c.p.c., altro non è che un ordine di pagamento emesso dall’autorità giudiziaria ordinaria su ricorso presentato dal creditore.

In relazione alla somma di cui si chiede il pagamento il decreto ingiuntivo verrà emesso da:

  • Giudice di Pace per importi sino a €.5.000,00
  • Tribunale per importi superiori ad €.5.000,00

Le Banche, in particolare, hanno una via “privilegiata” per ottenere l’emissione di un decreto Ingiuntivo. Infatti, l’art. 50 del testo Unico bancario dispone che gli istituti di credito possano ottenere il decreto producendo il semplice “saldaconto“, ovvero una dichiarazione certificata conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido.

Il Decreto, ancora, può essere di due tipologie:

  • Provvisoriamente esecutivo (nei casi previsti dall’art. 642 c.p.c.)
  • Non provvisoriamente esecutivo

Il termine per presentare l’opposizione è di 40 giorni dal ricevimento del decreto. Ciò significa che, trascorso tale termine senza che il debitore si sia opposto, il Decreto ingiuntivo acquista definitivamente l’efficacia del giudicato. Il Decreto non opposto è equiparabile ad una sentenza di condanna emessa dal giudice, con tutte le conseguenze che ne derivano. Dunque, trascorso il termine di 40 giorni, non si potrà più contestare il credito azionato, ed anche in presenza di fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto sotteso.

Si riporta di seguito l’esempio di un Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale.

Il creditore, dopo aver notificato il Decreto Ingiuntivo, ed ottenuta la definitiva esecutività, potrà avviare una procedura di espropiazione forzata in danno del debitore (es. pignoramento dello stipendio; pignoramento della casa; pignoramento dell’autovettura).

Ora, è evidente che il debitore, ricevuta la notifica del decreto ingiuntivo, deve attivarsi immediatamente, in quanto ha a disposizione solo 40 giorni per far valere le sue ragioni ed, eventualmente, contestare il credito.

Ma in concreto cosa è necessario fare ?

  1. La prima cosa da fare è quella di rivolgersi ad un avvocato specializzato, che possa valutare se la pretesa fatta valere dalla banca sia legittima o meno.
  2. Sicuramente sarà necessario effettuare un accesso presso la cancelleria del Giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo, per visionare i documenti prodotti dalla banca. Dopo di che, si potrà stabilire se il credito azionato presenta dei profili di contestazione.
  3. Verificare la sussistenza dei presupposti per presentare opposizione al Decreto Ingiuntivo, ovvero avviare una trattativa con la Banca per chiudere bonariamente la vertenza ed evitare l’esecuzione forzata.
  4. in alcuni casi, oltra alla assistenza di un avvocato, potrebbe essere necessario anche il supporto contabile di un tecnico, nel linguaggio comune Consulente Tecnico di Parte (CTP), che possa, qualora ne ricorrano i presupposti, contestare numericamente il saldo preteso dalla banca, sulla base dei principi di matematica finanziaria.

Ovviamente, è fortemente sconsigliato presentare opposizioni dilatorie (solo per allungare i tempi), in quanto si andrà certamente incontro ad una sentenza di conferma del Decreto, con un notevole aggravio di spese a carico del debitore.

Tuttavia, specialmente per i rapporti bancari più datati, capita spesso di individuare dei motivi di contestazione che possono legittimare la proposizione di una opposizione fondata. In seguito alla opposizione il credito intimato dalla banca potrà essere confermato oppure rideterminato.

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